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/ Diritti e risposte / CCNL Commercio: facciamo chiarezza sul preavviso per dimissioni o licenziamento

Francesco Iacovone 29 marzo 2018

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Tanti lavoratori che si vedono applicato il CCNL del commercio mi domandano quali siano i termini del preavviso in caso di licenziamento o dimissioni e le variabili che li determinano sono molte e dipendono dall’anzianità di servizio e dal livello contrattuale. Orientarci un po’ sulla normativa potrebbe risultarci utile. E allora andiamo a dare uno sguardo alla materia.

Tanti lavoratori che si vedono applicato il CCNL del commercio i termini del preavviso in caso di licenziamento o dimissioni

I termini del preavviso sono pari a dei giorni di calendario. In caso di inosservanza del periodo di preavviso, scatta l’obbligo di erogare l’indennità sostitutiva del preavviso che è pari alla normale retribuzione (paga base, indennità di contingenza, ecc.), ad esclusione dello straordinario e dei rimborsi spese.

I termini del preavviso sono pari a dei giorni di calendario.

I lavoratori del settore in caso di dimissioni sono tenuti ad osservare un termine di preavviso stabilito contratto. Allo stesso modo, in caso di licenziamento, i datori di lavoro sono tenuti concedere il periodo di preavviso al lavoratore prima dell’ultimo giorno di lavoro indicato nella lettera di licenziamento.

I lavoratori del settore in caso di dimissioni

In caso di inosservanza dei termini di preavviso, scatta il diritto all’indennità sostitutiva del preavviso che si concretizza, nel caso di licenziamento senza preavviso, in una indennità che spetta in busta paga al lavoratore; mentre nel caso di dimissioni senza osservanza del periodo di preavviso, in una trattenuta in busta paga pari all’indennità sostitutiva del preavviso prevista dal CCNL.

Vediamo quali sono i termini di preavviso e quale è e come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso nel caso il rapporto di lavoro termini prima che sia stato osservato quest’ultimo periodo di preavviso.

I termini di preavviso riguardano il recesso, quindi la dimissione del lavoratore o licenziamento del datore di lavoro, da un contratto a tempo indeterminato e disciplinati dall’art. 234 del CCNL:

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Le cooperative sociali aderenti al progetto Solidale Locale.

Maramao persegue negli obiettivi che si era data come start-up,ossia produrre cose buone, in maniera sana e biologica, attraverso un lavoro giusto negli orti, vigne e noccioleti.

Tra i suoi prodotti possiamo trovare vini di differenti vigneti:Cortese, Dolcetto e Moscato; cereali in chicchi ed in gallette, farina e granella di nocciole, passata di pomodoro, cugnà di diverse tipologia e confetture di frutta.

Contatti: Via Riccadonna 185 – Canelli (Asti) Visita il sito web www.maramao-bio.it

Cooperativa Le Ali

Le cooperative sociali aderenti al progetto Solidale Locale.

Con sede in Costigliole d’Asti,la Cooperativa Le Ali si occupa di offrire opportunitàlavorative a persone meno fortunate o che si trovano in difficoltà ed opera nel settore agricolo e nella produzione di prodottialimentari.

Attualmente ha attivato i seguenti progetti: Progetto AGRICOLO: coltivazione di prodotti ortofrutticoli con l’utilizzo di sistemi naturali. Progetto LABORATORIO: trasformazione di una parte della produzione agricola e realizzazione di biscotti. Progetto CHIAVI IN MANO: cura e manutenzione degli ambienti domestici.

Tra i suoi prodotti possiamo trovare: biscotti artigianali, nocciole tostate e sgusciate, frutta e verduradi stagione.

Contatti:Viale Marconi, 36 – 14055 Costigliole d’Asti (Asti) –Tel. 338 709 3520 Visitala pagina facebook CoopLeAli

La Bussola Verde

Le cooperative sociali aderenti al progetto Solidale Locale.

La Bussola Verde è un progetto di agricoltura sociale checoinvolge adolescenti e giovani con disabilità psichica. Nascenella primavera del 2015 a Valfenera (AT) presso i terreniadiacenti la Comunità La Bussola grazie alla collaborazione tra due realtà astigiane, la cooperativa di tipo A La Strada, che gestisce servizi educativi/assistenziali e di promozione culturale e La Cooperativa di Tipo B No Problem, che svolge attività di inserimento lavorativo. Vuole promuovere esperienzesocializzanti, favorire l’acquisizione di competenze ed essere una risposta innovativa ai bisogni occupazionali, riabilitativi e di integrazione sociale di adolescenti e giovani con fragilità.Abbiamo scelto di investire in attività che potessero sia valorizzare il territorio che favorire la partecipazione attiva dei ragazzi e giovani con fragilità e a partire dalla primavera scorsa abbiamo avviato la nostra coltivazione principale, quella di zafferano, coltura anticamente presente nel nostro territorio.

Ricette della Cooperativa

Ricette della Cooperativa

Sbagliato: nei periodi di maggiore stress o quando si è preoccupati per qualcosa, l'ultimo pensiero dev'essere quello di mettersi a dieta, perché non sono certo questi i momenti più adatti per testare la propria determinazione, senza contare che a volte ci sono pure delle limitazioni di carattere pratico, come la carenza di sonno o di tempo, che possono compromettere il risultato finale. Ora più che mai è fondamentale seguire delle sane abitudini di vita, rimandando però la perdita di peso a quando le acque (anche emotive) si saranno calmate.

8) Venerdì, sabato o domenica

Sbagliato: durante il fine settimana si tende a uscire di più e fra una bevuta, una pizza e un brunch, riuscire a mantenere quelle sane regole alimentari che si seguono nel resto della settimana diventa certo più difficile. Ecco perché mettersi a dieta fra venerdì e domenica è quanto di meno consigliabile ci sia, perché le probabilità di fallire sono altissime (come le tentazioni a cui si è chiamati a rinunciare). Non a caso una ricerca della Cornell University ha evidenziato che le persone che compensano durante la settimana le calorie extra ingerite nel weekend tendono a perdere più peso sul lungo periodo, quindi meglio rimandare ogni proposito dietetico alla normale routine della settimana.

9) Dopo una vacanza

Sbagliato: per molte persone la vacanza è il momento ideale per lasciarsi andare e mangiare quello che si vuole, mentre per altri è il periodo più giusto per seguire uno stile di vita più sano. In ogni caso, mettersi a dieta subito dopo è la scelta peggiore e la conferma arriva da un vecchio studio, dove si è esaminato l'impatto psicologico del pianificare una dieta nel prossimo futuro: i ricercatori hanno infatti scoperto che la sola idea di dover rinunciare a breve a determinati cibi scatenava una sorta di "effetto ultima cena", che spingeva alcune persone a mangiare di più per compensare le future mancanze.

Il parere dell'esperto

«Pensare a una scadenza dopo cui “faremo i bravi” non ci facilita il compito – spiega il dottor Stefano Erzegovesi, specialista in Psichiatria e Scienza dell'alimentazione presso il Centro Disturbi Alimentari dell'Ospedale San Raffaele Turro - perché ci mette in uno stato di allerta, che favorisce l’alimentazione emotiva, e, nel contempo, ci porta ad esagerare con il cibo i giorni precedenti la scadenza, “tanto da domani sarò a dieta e non potrò più farlo”. Il consiglio che diamo ai nostri pazienti obesi, che sono dei veri esperti del “da lunedì comincio la dieta”, è quello di concentrarsi “sull'oggi”, perché il giorno migliore per iniziare una dieta è “in questo momento”.
Il suggerimento in più che possiamo dare è quello di scegliere un giorno alla settimana in cui si sa di essere meno stressati e, quindi, in grado di concentrarsi di più su se stessi: un “giorno di magro” in cui ci si alzerà prima del solito, si farà una lunga camminata nel verde e, soprattutto, si metteranno nel piatto verdure in grande quantità, sia a pranzo sia a cena. Col tempo, si potrà poi dedicare un’ora al giorno, tutti i giorni, alla cura di se stessi, preparando cibi che danno più energia e concentrazione mentale prima ancora di essere “dimagranti”. In altre parole, procrastinare l'inizio di un piano dimagrante significa non iniziarlo mai: «Il momento migliore per iniziare una dieta è adesso», conferma Erzegovesi.
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LE SMAGLIATURE.

Autore: CARMELO GUCCIONE 17 nov, 2017 0 Commenti
Si tratta di un inestetismo alquanto diffuso, odiato e tenacemente combattuto. Il problema è tipicamente femminile ma comune ad ambo i sessi.
In termini medici le smagliature sono alterazioni atrofiche, lineari e ben delimitate, dello strato dermico della cute; si localizzano elettivamente alla superficie interna delle cosce, alla parte esterna delle regioni glutee, ai fianchi, al seno e al ventre (per atrofia si intende la sensibile diminuzione del volume e del peso di un tessuto).

Sintomi

Innanzitutto e' bene chiarire che gli attuali farmaci utilizzati per curare le depressioni, chiamati appunto antidepressivi, portano notevoli e benefici effetti non solo nella cura dei disturbi dell'umore, chiamati appunto depressioni, ma anche, come vedremo, in molti altri disturbi emotivi/psichici.

EFFETTI ANTI-ANSIA E ANTI-FOBIE

Ad esempio, attualmente, sono anche l'approccio terapeutico migliore, sotto ogni profilo, nella cura farmacologica dei disturbi d'ansia o nelle fobie (queste ultime sono paure specifiche di cose o di situazioni che irrazionalmente ci possono generare ansia: paura dei cani, delle gallerie, degli ascensori, degli aerei, delle autostrade, dello stare con agli altri o in luoghi affollati o in grandi o piccoli spazi, dell'altezza, ecc... Questo tanto per citare solo alcune delle piu' comuni fobie).

EFFETTI DI CONTRASTO AL DECADIMENTO COGNITIVO DELLE DEMENZE

Si e' evidenziato, con studi di microscopia elettronica e funzionali sul cervello, che l'utilizzo a lungo termine di antidepressivi ha un effetto anti-eta': infatti il loro utilizzo aumenta il numero di contatti tra le cellule nervose, chiamati sinapsi, migliorandone significativamente anche la funzionalita'. Si potrebbe dir che contrastano, in una certa misura, i decadimenti cognitivi legati a sindromi demenziali e all’invecchiamento. Certo con questo non si puo' dire che curino le demenze, nelle quali per varie ragioni le cellule nervose progressivamente degenerano, ma sicuramente migliorano -e spesso in maniera molto efficace- l'efficienza delle cellule che ancora non sono state colpite dalla malattia e quindi portano a miglioramenti nel funzionamento mentale e fisico del paziente. Questo perche' il miglioramento della funzionalità cellule rimaste ancora indenni dai processi degenerativi “compensano” in parte la funzionalita' persa dalle cellule nervose che la malattia ha distrutto.

CONTROLLO DEGLI ATTACCI BULIMICI

Il primo degli antidepressivi di nuova generazione, la fluoxetina, si e’ dimostrato efficace nel limitare gli attacchi bulimici in chi soffre di Bulimia. Certamente in questi casi e’ indispensabile un approccio anche di tipo psicoterapeutico.

SUPPORTO NELLA DISMISSIONE DEL FUMO DI SIGARETTA

Il buproprione, un antidepressivo non nuovo ma comunque di seconda generazione, si e’ dimostrato utile nella sospensione del fumo di sigaretta.

DISTURBI SESSUALI

Sempre il buproprione si e’ anche dimostrato utile nel trattamento dei disturbi sessuali dove ci sia una riduzione dell’appetito sessuale, della libido, o disturbi nel raggiungimento dell’orgasmo soprattutto nel genere femminile.

Altri antidepressivi, sfruttando quello che normalmente vien considerato un effetto collaterale indesiderato, sono utili invece nel risolvere -e bene- il disturbo da eiaculazione precoce.

EFFETTO ANTIDOLORIFICO

Due antidepressivi di prima generazione, la clomipramina e l’amitriptilina, e uno di seconda generazione, la duloxetina, si son dimostrati utili nel controllo del dolore e in particolare in alcuni casi di dolore di tipo nevralgico.

INCONTINENZA URINARIA

Sempre la sopra citata duloxetina e’ efficace nel controllare l’incontinenza urinaria che spesso si manifesta in menopausa.

PREVENZIONE DEGLI ATTACCHI EMICRANICI

Un antidepressivo di prima generazione, l’amitriptilina, a basso dosaggio si e’ visto che e’ utile nel ridurre la frequenza degli attacchi emicranici quando questi diventino invalidanti e cioe’ con almeno 3 o 4 crisi al mese.

COLON IRRITABILE

Gli antidepressivi di prima generazione sono molto utili in questa patologia sia per la loro azione sulla “depressione mascherata” (che prende cioe’ l’aspetto apparente di un disturbo fisico come le scariche diarroiche e i dolori) che quasi sempre sottostà al disturbo intestinale e poi, grazie al loro comune effetto collaterale di provocare stipsi, limitano gli episodi diarroici

EFFETTI CLINICI NELLE DEPRESSIONI

Certamente e’ in questo ambito che danno i migliori risultati portando ad una scomparsa della sintomatologia nel 70% dei casi e riducendola significativamente in un altro 20-25% dei casi. Vi e’ poi un numero assai limitato di situazioni, meno del 5%, nei quali le terapie farmacolgiche purtroppo sono inefficaci o assai scarsamente efficaci.

Comunque, quando efficaci e cioe’ nella maggior parte dei pazienti, sono in grado di migliorare significativamente la tristezza, a volte profondissima, quasi sempre presente nelle depressioni, e ridanno la capacita' di provare piacere nel fare le cose di tutti i giorni o quelle che sino a prima della malattia ci gratificavano e che, con la comparsa della depressione, non c'interessano piu' (ad esempio: leggere, andare al cinema, mangiare, incontrare gli altri, fare sport, andare in vacanza, uscire di casa, avere cura di sé sia sotto il profilo igienico che estetico, ecc.).

Regolarizzano, riportandoli alla normalita', i nostri ritmi biologici quali il ritmo sonno/veglia e l'appetito/sazieta’.

Riportano alla normalita' la nostra energia vitale, la nostra voglia di vivere e capacita' di fare le cose e di mantenere i nostri ruoli nella vita di tutti i giorni come genitori, nella vita di coppia e nel lavoro.

Riducono l'irritabilita' e quindi migliorano la nostra capacita' di tollerare gli stress e di gestire con assertivita' le relazioni interpersonali.

Fanno scomparire l'ansia che spesso si accompagna alla depressione.

Riportano la capacita' di pensare con ottimismo, con fiducia in noi stessi e nel futuro. Fanno scomparire i pensieri autosvalutativi o il desiderio di morire che, purtroppo, e' spesso presente nelledepressioni e che, in qualche caso, potrebbe condurre a gesti autolesivi talora anche fatali.

EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIDEPRESSIVI

In generale sono farmaci assai ben tollerati dalla maggior parte delle persone e non presentano effetti collaterali gravi che molto raramente. Una certa cautela, riguardo a questi ultimi, andra’ posta nel loro utilizzo in pazienti affetti anche da epilessia o da importanti disturbi del ritmo cardiaco.

Un effetto collaterale, transitorio e della durata di qualche giorno al massimo, e’ una leggera nausea all’inizio della terapia: evenienza comunque non particolarmente frequente.

Quello che puo’ accadere, in qualche caso, e’ -purtroppo e paradossalmente- un transitorio peggioramento dell’umore nelle prime due settimane di terapia: questo va sempre segnalato soprattutto se compaiono o peggiorano dei pensieri di morte. In ogni caso, questo effetto collaterale puo’ esser parzialmente evitato aumentando con attenta gradualita’ il farmaco antidepressivo prima di raggiungere il dosaggio terapeutico.

Un altro effetto collaterale presente nella maggior parte degli antidepressivi è una riduzione dell’appetito sessuale e un ritardo nel raggiungimento dell’orgasmo. Comunque tale effetto non si manifesta in tutti i pazienti, anche se effettivamente e’ comune. Tuttavia nel corso del tempo tende a ridimensionarsi molto. Ci son poi farmaci che meno di altri posson dare questo disturbo e uno, il bupropione come abbiam detto, che non solo non lo dà ma che anzi ha un’indicazione anche nei disturbi del desiderio sessuale e in particolare del genere femminile.

Non si puo’ poi considerare un effetto collaterale. Però una cosa da sapere con grande chiarezza e’ che questi farmaci hanno una latenza prima di cominciare ad esprimere la loro efficacia. La latenza dell’effetto antifepressivo e’ di almeno 2-3 settimane prima che cominci ad entrare in azione o, meno frequentemente, la latenza potrebbe essere piu’ lunga. Una maggiore latenza puo’ dipendere da una specificita’ soggettiva nel rispondere piu’ o meno rapidamente al farmaco oppure puo’ dipendere anche dall’eta’ (il sistema nervoso di un anziano puo’ rispondere in maniera meno pronta) o dal fatto che il dosaggio iniziale, per quella persona in particolare, puo’ non esser adeguato a determinare una risposta clinica ed andra’ quindi aumentato.

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